Se il condomino è moroso

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Può accadere che uno o più condomini non paghino il dovuto alla prevista scadenza. L’amministratore deve pertanto attivarsi per il recupero coattivo (e preferibilmente tempestivo) del credito, inviando al debitore un sollecito a mezzo lettera raccomandata e, battuta senza esito questa strada,

provvedendo a richiedere alla competente Autorità Giudiziaria un decreto ingiuntivo. Se poi il regolamento del condominio lo prevede, l’amministratore può, nei confronti del condomino moroso da almeno un semestre, sospendere l'erogazione dei servizi comuni suscettibili di godimento separato; questa possibilità, però, è stata esclusa dal Pretore di Roma (sentenza del 4/12/1997) nel caso in cui il recupero del credito non sia considerato a rischio. Un deterrente alla morosità condominiale potrebbe essere, a parte l’obbligo, in capo al condomino ritardatario, di corrispondere al condominio gli interessi legali sugli importi pagati con ritardo, quello di prevedere un’indennità di mora a carico dei ritardatari, da acquisire alle casse del condominio; il suo importo, però, non dev’essere eccessivamente gravoso, ad evitare che, in caso di contestazione, possa essere ridotto dal giudice ai sensi dell’art. 1384 c.c. Una cosa, invece, che l’amministratore non può fare, è affiggere nell’androne condominiale l’elenco dei condomini morosi, con l’invito a mettersi in regola o addirittura con l’indicazione dell’importo dovuto; l’Autorità garante della protezione dei dati personali, infatti, ha stabilito che questo tipo d’iniziativa contrasta con il diritto alla privacy dei destinatari, mentre la Cassazione (sentenza n. 35543 del 26/9/2007) ha addirittura ravvisato il reato di diffamazione nell’affissione nella bacheca condominiale, potenzialmente accessibile anche agli estranei, dell’elenco dei condomini morosi. La stessa Autorità garante, con nota del 21/7/2008, ha precisato che l’amministratore può comunicare ai creditori del condominio i nominativi dei condomini morosi, i millesimi di cui sono titolari e gli importi dovuti. In caso di effettiva, improrogabile urgenza, per esempio se c’è in corso un'azione esecutiva nei confronti del condominio tendente al recupero della somma, o se si tratta di pagare la fornitura del carburante nell’imminenza dell’accensione dell’impianto di riscaldamento, l’assemblea può, con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti, in rappresentanza di almeno 500/1.000 in prima convocazione, e con il voto favorevole di un terzo dei partecipanti al condominio in rappresentanza di almeno 334 / 1.000 in seconda convocazione, deliberare di ripartire fra gli altri condomini la quota dovuta dal condomino moroso, salvo ad intraprendere nei suoi confronti un’azione legale per il recupero del dovuto.