L'amministratore. Un pò di codice civile

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La buona gestione

I principi normativi si rifanno alla cosi detta “Riforma del Condominio” DDL approvato dal senato il 20 novembre 2012 ed entrato in vigore il 18 giugno 2013, che ha apportato delle modifiche ed integrazioni al Libro Terzo del codice civile in particolare al Capo II; disciplinando la gestione delle parti comuni del condominio e l’attività dell’amministratore, definendone in modo rigoroso gli obblighi e i limiti della sua azione.
I nuovi articoli sono volti a specificare dettagliatamente tutti gli adempimenti dell’amministratore: far transitare tutte le somme su un conto corrente, avere una polizza assicurativa, convocare l’assemblea, presentare il rendiconto economico, eseguire le deliberazioni dell’assemblea,…
Leggendo tutti gli articoli della riforma s’intuisce la volontà del legislatore di ispirarsi nel disciplinare l’attività amministrativa al principio della “chiarezza” dei rapporti tra amministratore e condominio. Non bisogna dimenticare infatti che l’amministratore agisce sempre per mandato ricevuto dall’assemblea condominiale ed a essa quindi deve rispondere. A essa deve rapportarsi per svolgere la sua funzione e determinare quali incarichi da realizzare, oltre a quelli imposti dal c.c.; a essa deve rendicontare ogni fatto od atto che riguarda il condominio.